Ci sono giorni in cui tutto fila liscio.
Ti svegli riposato. Il caffè è buono. Il traffico scorre. Nessuno ti scrive “hai due minuti?” che in realtà significa un’ora e mezza di problemi non tuoi.
Poi ci sono gli altri giorni.
Quelli in cui inciampi nel nulla, dimentichi le chiavi, il bancomat non funziona, il computer decide di aggiornarsi proprio durante una riunione e il corriere suona mentre sei in bagno.

Ed è lì che nasce la grande domanda filosofica dell’umanità:
Chi diamine sta gestendo questo universo?
Perché, sinceramente, pare amministrato da un gruppo di divinità in burnout che improvvisano decisioni con la stessa professionalità di una chat WhatsApp di parenti.
Dio e il project management del caos
Immaginiamolo un secondo.
La creazione del mondo.
Lunedì: luce.
Martedì: oceani.
Mercoledì: animali.
Giovedì: umani.
Venerdì: “Vabbè dai, vediamo che succede.”
E infatti succede tutto.
Le password che smettono di funzionare senza motivo.
Le cuffie che si annodano da sole.
Le lavatrici che mangiano sistematicamente un calzino.
La fila accanto alla tua che va sempre più veloce.
No, davvero: o è caos cosmico oppure qualcuno lassù si diverte parecchio.
Gesù: bravissima persona, ma comunicazione un po’ criptica
E poi c’è Gesù.
Figura storicamente iconica. Grande carisma. Sandali immortali. Capacità di moltiplicare pane e pesci — talento che oggi sarebbe molto utile con i prezzi del supermercato.
Però bisogna dirlo con affetto: certe scelte di comunicazione lasciavano spazio all’interpretazione.
Tu magari hai un problema semplice:
“Come faccio a stare meglio?”
E ti aspetti:
“Dormi di più, cambia lavoro, smetti di rispondere alle mail alle 23.”
Invece arriva una parabola lunghissima con semi, pescatori, pecore, vigneti e un insegnamento che capisci davvero solo dopo tre podcast e un amico filosofo.
Gesù probabilmente sarebbe stato quello che nei gruppi scrive:
“La vera risposta è dentro di voi.”
Fratello, grazie, ma io volevo capire perché il router lampeggia rosso.
Il miracolo più sottovalutato
Comunque diciamolo.
Trasformare acqua in vino?
Impressionante.
Ma il vero miracolo nel 2026 sarebbe:
“Ecco, ho sistemato la stampante dell’ufficio.”
Lì sì che scatterebbe la canonizzazione immediata.
Gli dei e la totale assenza di customer care
Hai mai notato che l’universo non risponde mai chiaramente?
Tu chiedi:
“Dammi un segnale.”
E l’unica cosa che succede è che ti cade addosso una pubblicità motivazionale su Instagram con scritto:
“L’universo ha un piano per te.”
Che è una frase molto elegante per dire:
“Preparati a soffrire un po’, però in modo spirituale.”
Ticket aperto all’assistenza divina
Problema segnalato: giornata terribile.
Risposta automatica:
Grazie per aver contattato il dipartimento cosmico.
La sua sofferenza è importante per noi.
Tempo stimato di risposta: 4–7 vite terrestri.
La vera funzione del “Porco Dio”
Forse certe imprecazioni esistono perché il cervello umano ha un limite.
Quando succedono troppe cose assurde insieme, la mente smette di elaborare razionalmente e passa in modalità:
“Non posso risolvere il problema, quindi almeno teatralizzo il mio dolore.”
È quasi poesia.
Una forma di arte performativa.
Un TED Talk emotivo durato mezzo secondo.
Conclusione: se lassù c’è qualcuno, ha chiaramente humor nero
Perché diciamocelo.
Inventare il mal di schiena dopo i 30 anni è stata una scelta narrativamente cattiva.
Far sparire gli oggetti appena servono e farli riapparire cinque minuti dopo?
Geniale. Malvagio, ma geniale.
Se davvero qualcuno governa tutto questo, probabilmente ci osserva come una sitcom cosmica.
E magari ride.
Non cattivamente.
Più con quell’energia da:
“Vediamo come reagisce quando il PDF si rompe cinque minuti prima della consegna.”
Spoiler: male.
